Giovanni Paolo II

La prospettiva trinitaria

del mistero del'immacolata concezione di Maria

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L'immacolata concezione, frutto dell'azione salvifica dello Spirito Santo

 

Nell'immacolata concezione Maria sperimenta la potenza salvifica di Dio Padre che intuitu meritorum del Redentore, la preserva dal peccato e nello stesso tempo le dona la pienezza della grazia. Proprio questa "elargizione" rivela la realtà più profonda della salvezza di Maria, che non può essere ridotta all'assenza di peccato. La dimensione positiva dell'immacolata concezione, piuttosto trascurata nella bolla lneffabilis Deus, è

stata messa in rilievo dal Concilio Vaticano II, e Giovanni Paolo II l'ha assunta e sviluppata. Lo ha fatto soprattutto nel contesto della riflessione sul ruolo dello Spirito Santo nel mistero dell' origine santa di Maria e cercando il significato più profondo dell'appellativo Lucano di Maria come "piena di grazia" (1, 28).

La riflessione di Giovanni Paolo II sul mistero della "elezione" e "predestinazione" di Maria a Madre del Figlio di Dio lo porta a scoprire l'aspetto pneumatologico della sua presenza nel disegno eterno del Dio Uno e Trino. Il Papa lo chiama "affidamento": «Nel mistero di Cristo ella è presente già "prima della creazione del mondo", come colei che il Padre "ha scelto" come Madre del suo Figlio nell'incarnazione - e insieme al Padre l'ha scelta il Figlio, affidandola eternamente allo Spirito di santità" . Secondo, il papa la persona di Maria è "ab aeterno" sotto il particola 'e "influsso" e la particolare "protezione" dello Spirito che è autore e fonte della santità dell'uomo e della Chiesa (cf. 2 Ts 2, 13; Rm 1, 4). Quel "gesto di affidamento" si manifesta nella storia della salvezza come evento dell'immacolata conce­zione. Giovanni Paolo II lo accosta al mistero dell'Incarnazione e mostra lo stretto legame tra di essi, nel quale si manifesta l'operare dello Spirito Santo: “[La pienezza del tempo] segna il momento, in 'cui lo Spirito Santo, che già aveva infuso la pienezza di grazia in Maria di Nazareth, plasmò nel suo grembo verginale la natura umana di Cristo”. L'azione e la presenza dello Spirito

Santo nel primo istante dell' esistenza di Maria hanno fatto sì che sin dall'inizio ella fosse “riverbero purissimo della grazia dello Spirito Santo” nonché “la prima e più alta realizzazione di santità nella Chiesa, per opera dello Spirito Santo che è Santo e santificatore”.

 

Conformemente all'insegnamento della Tradizione, Giovanni Paolo II, presenta la santità perfetta di Maria ("piena di grazia") come presenza in Lei dello Spirito Santo, per questo non esita a definire la Piena di grazia come piena di Spirito Santo. Nella sua immacolata concezione si manifesta la potenza dello Spirito di Dio, che la avvolge totalmente e la santifica, facendo di Lei un tempio immacolato per il Figlio di Dio.

 

L'abbondanza della grazia ricevuta ha fatto di Maria una "creatura nuova". Giovanni Paolo II delinea tale prospettiva dell'immacolata concezione sulla base dell'insegnamento del Concilio Vaticano II e della testimonianza dei Padri della Chiesa, particolarmente di Theoteknos di Livias e Andrea di Creta. La meditazione su Maria come "inizio della nuova crea­zione" e "creatura nuova" è condotta dal Papa in un contesto strettamente cristologico. Richiamandosi al Prologo del vangelo di Giovanni (Tutto è stato fatto per mezzo di lui- 1, 3) dice che questo "tutto" si riferisce anche a Maria e "soprattutto" a lei, perché - motiva il Papa - Maria «dopo la santa umanità di Cristo costituisce il vertice della creazione, la "gloria dell'universo", come la saluta la liturgia». Nel contesto di Coll, 16 (''Tutte le cose sono state create [ ... ] in vista di lui") precisa poi, che Maria è stata creata in vista di Cristo, perché "ne fosse la madre santa" e "la discepola fedele": “la donna nuova posta accanto a lui, l'uomo nuovo, redentore di tutti gli uomini [ ... ]; l'immagine del nuovo popolo di Dio e della nuova Gerusalemme: il frutto primo e già pienamente maturo della Redenzione”.

 

Maria immacolata come "creatura nuova", cioè come persona "detta" nuovamente dall' amore di Dio Padre nel suo Figlio Eterno, concepisce in sé per opera dello Spirito santo “l'inizio del mondo migliore”: Gesù Cristo.

Janusz Kumala Mic

© Pontificia Academia Mariana Internationalis


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
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