Giovanni Paolo II

La prospettiva trinitaria

del mistero del'immacolata concezione di Maria

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L'immacolata concezione di Maria dono e opera della Santa Trinità

 

Giovanni Paolo II presenta l'evento dell'immacolata concezione di Maria con la categoria del "dono", che annovera nelle "grandi cose" compiute in Maria dal Dio Uno e Trino. Il mistero del concepimento di Maria costituisce per lui un motivo per ringraziare e glorificare la Santa Trinità: «Ed è proprio per questa nascita di Maria nel bagliore dell'Immacolata Concezione, che adoriamo oggi la santissima Trinità: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Adoriamo ed esprimiamo il nostro ringraziamento.

 

“Gratias agamus Domino Dea nostro”!». In questo modo il Papa ri­chiama l'attenzione sulla dimensione dossologica del dogma sull'immacolata concezione, nel quale la Chiesa dà testimonianza alla verità e loda Dio per tutte le opere compiute nella storia della salvezza per il bene dell'uomo. La verità di fede sull'origine santa e immacolata di Maria si manifesta quindi come particolare "atto di culto" verso Dio Uno e Trino.

 

Si può notare questa prospettiva dossologica del dogma già nella bolla lneffabilis Deus dell'8 dicembre 1854. Vi leggiamo: “A onore della santa e individua Trinità, a gloria e ornamento della Vergine Genitrice di Dio [ ... ] per

la gloria di Dio onnipotente [ ... ] per onore del Figlio suo [ ... ] an­nunciamo, dichiariamo e definiamo”.

La riflessione teologica di Giovanni Paolo II vede nell'immacolata concezione di Maria l'azione straordinaria della Santissima Trinità, azione che viene detta particolare, eccezionale ed unica. Questo "agire" di Dio rivela lo stretto legame di Maria con le singole persone della Trinità: «La Madre del Figlio di Dio è in modo eccelso nata da Dio: dal seno della santissima Trinità. È "imparentata" spiritualmente con Dio stesso». Per Giovanni Paolo II è chiaro che nell'immacolata concezione di Maria “si manifestano in maniera singolare l'iniziativa mirabile del Padre, l'azione santificante dello Spirito e la redenzione perfetta compiuta da Cristo”. E siccome come unica tra le creature "non conobbe una storia senza Dio", «divenne così per grazia l'immagine della nuova umanità, l'icona della Chiesa futura, "senza macchia e ruga" (Ef 5,27), creazione purificata e tra­sparente davanti a Dio» .

Janusz Kumala Mic

© Pontificia Academia Mariana Internationalis


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
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