Giovanni Paolo II

La prospettiva trinitaria

del mistero del'immacolata concezione di Maria

indietro

Introduzione

 

La teologia mariana a cavallo del millennio assume decisamente e inequivocabilmente la prospettiva trinitaria della riflessione sul mistero di Maria di Nazareth. Ciò si compie nel contesto più ampio dello sforzo teologico per il "ritorno alla patria trinitaria", cioè alla riscoperta del volto di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo. Si può osservare una specie di "passaggio" dai trattati speculativi trinitari ai quali si rimproverava la mancanza di un qualsiasi influsso sulla vita di fede dei cristiani, alla scoperta del mysterium Trinitatis come centrale e fondamentale verità di fede, che decide sempre di più della forma della vita cristiana.

 

A ravvivare gli studi teologici sul mistero della Santissima Trinità ha contribuito in larga misura Giovanni Paolo II con il suo insegnamento. Le sue tre encicliche - Redemptor hominis (1979), Dives in misericordia (1980), Dominum et Vivificantem (1986) - costituiscono una specifica "trilogia trinitaria"s e sono fino ad oggi l'insegnamento più completo del Magisterium Ecclesiae sul tema della presenza e dell'azione delle Tre Persone Divine nella storia della salvezza. Giovanni Paolo II richiama l'attenzione sul tempo di chiusura del millennio che dovrebbe "essere per tutti una speciale occasione per meditare il mistero di Dio uno e trino". In questo spirito si è svolta la preparazione al Grande Giubileo dell' Anno della Redenzione e la stessa celebrazione di esso tutta concentrata nella "glorificazione della Trinità" rivelata nell'Incarnazione del Figlio di Dio nel grembo di Maria, Vergine di Nazareth.

 

La riflessione approfondita sul mistero della Santa Trinità è diventata un particolare kairos per la teologia mariana, per mostrare in prospettiva trinitaria la persona di Maria e il suo ruolo nella storia della salvezza. Tale via è quella scelta da Giovanni Paolo II sin dall'inizio del suo pontificato. Nel suo insegnamento delinea l'immagine di Maria come Colei, che più di qualsiasi altra creatura "conobbe" e "sperimentò" il mistero della Santissima Trinità: "Specialissima infatti e unica è la comunione della Vergine con le Tre Divine Persone: resa feconda dallo Spirito Santo, ella 'è Madre del Verbo incarnato, per cui il suo figlio è lo stesso Figlio del Padre. Chi dunque più di lei è vicina alla Santissima Trinità? Quale creatura, più di lei, può aiutarci a conoscerla e ad amarla”. Per il Papa Maria si manifesta allora come Mistagoga, il cui esempio "guida" i cristiani "verso la conoscenza sempre approfondita del mistero trinitario [ ... ] nella loro scoperta del vero volto di Dio".

 

La lezione trinitaria di Giovanni Paolo II sulla Madre del Si­gnore sviluppa la dottrina del Concilio Vaticano II, che nella Lumen gentium VIII indica "nella prospettiva trinitaria una dimen­sione essenziale della dottrina mariana".

 

Nel presente articolo ci interroghiamo sulla visione trinitaria dell'immacolata concezione di Maria, quale Giovanni Paolo II delinea nel suo insegnamento; per lui questa verità mariana è “il grande mistero nascosto fin dall'eternità in Dio stesso [ ... ] punto decisivo nella storia della salvezza”, e costituisce insieme “una meravigliosa sintesi dottrinale della fede cristiana”. Nell'evento della concezione immacolata si manifesta l'azione della Santa Trinità, per questo - afferma Giovanni Paolo II - il dogma sulla "origine di Maria" è "strettamente collegato col dogma trinitario".

Janusz Kumala Mic

© Pontificia Academia Mariana Internationalis


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
Come Abbonarsi al periodico "Totus Tuus"
 
 

Contatti

 

Credits

 

Link & Banner

 

Suggerimenti

Homepage