Giovanni Paolo II
L'interpretazione di Gv 19,25-27

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Interpretazione di Gv 19,25-27 secondo Karol Wojtyła

 

Il brano giovanneo è citato frequentemente nei sermoni di Karol Wojtyla e viene spiegato alla luce del mistero della Redenzione. Le parole di Cristo indirizzate al discepolo vengono espresse nel momento in cui si compie la riconciliazione dell’umanità con Dio Padre. Esse svelano il mistero della doppia affiliazione dell’uomo il quale, divenuto figlio adottivo di Dio Padre, viene affidato a Maria.

 

La figura del discepolo ai piedi della Croce viene dunque interpretata in senso collettivo: egli personifica tutti gli uomini. Tale chiave ermeneutica permette al vescovo di Cracovia di considerare le parole di Cristo (Gv 19,25-27) come un messaggio indirizzato a tutti gli uomini e ad ogni uomo fini alla fine dei tempi. L’interpretazione viene confermata da uno dei sermoni pronunciati a Jasna Góra:

 

Perciò Egli aveva detto: ”Ecco tua Madre. Egli aveva indicato un uomo, ma in lui, allo stesso tempo, aveva indicato tutte le nazioni, tutte le generazioni dell’umanità. Perciò, quando sentiamo le parole che sono  state dette dall’alto della Croce: “Ecco tua Madre”, allora comprendiamo che Ella è nostra Madre.

      

Bogusław Kochaniewicz OP

© Pontificia Academia Mariana Internationalis

 


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
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