Giovanni Paolo II
L'interpretazione di Gv 19,25-27

indietro

 

L'interpretazione di Gv 19,25-27 nei documenti dell'Episcopato polacco

 

I documenti dei vescovi polacchi contengono un’interpretazione particolare del testo giovanneo. Le parole espresse da Cristo a sua Madre vengono intese dal Memoriale dell’episcopato polacco del 1964, non come inizio, ma come proclamazione della  maternitą spirituale di Maria.

 

Indipendentemente se Giovanni viene considerato come rappresentante dei discepoli oppure come personificazione dell’umanitą redenta, le parole del Salvatore pronunciate dalla Croce sono una precisazione dei diritti materni di Maria.

 

     Tale interpretazione, nota il documento, non č completamente nuova, essendo gią presente negli scritti dei Sommi Pontefici: nella bolla Gloriosae Domine di Benedetto XVI, nella lettera Inter sodalicia di Benedetto X, nonché  nel discorso di Pio XI ai pellegrini di Vicenza. In questi documenti la persona di Giovanni rappresenta tutti gli uomini, oppure tutti i cristiani.

 

     Un’interpretazione simile del brano giovanneo č riportata anche in un altro Memoriale dell’episcopato polacco inviato a Paolo VI nel 1965 e nella lettera pastorale dei vescovi a proposito dell’istituzione in Polonia della festa in onore di Maria Mater Ecclesiae. Anche il famoso atto di consacrazione a Maria Madre della Chiesa, pronunciato a nome di tutto il popolo di Dio dai vescovi riuniti a Jasna Góra nel 1966 contiene la stessa spiegazione: le parole di Cristo rivolte a sua Madre e al suo discepolo, sono un vero e proprio testamento per mezzo del quale Egli proclama la nuova maternitą di Maria.

    

Bogusław Kochaniewicz OP

© Pontificia Academia Mariana Internationalis


Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima

 
Come Abbonarsi al periodico "Totus Tuus"
 
 

Contatti

 

Credits

 

Link & Banner

 

Suggerimenti

Homepage