Ordinati dal vicario De Donatis 22 diaconi


Credere, insegnare e vivere la Parola alla sequela di Cristo: è la consegna che monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha lasciato ai ventidue nuovi diaconi che ha ordinato sabato pomeriggio, 12 maggio, nel corso della solenne celebrazione da lui presieduta nella basilica di San Giovanni in Laterano. «Il Signore vi conceda il dono del servizio nel suo nome – ha auspicato il presule – per mezzo della sua vittoria: l’Ascensione al cielo che oggi celebriamo è il completamento dell’annuncio salvifico perché Cristo non solo è risorto ma ci precede presso il Padre». Questo trionfo tuttavia «non è dato per accrescere il nostro prestigio, anzi – ha proseguito De Donatis -: siate umili, presenti ai cuori ma invisibili ai riflettori perché la vera sequela è scomparire per servire; da oggi il vostro ego va in pensione e cede il passo al “noi” della Chiesa».

In particolare, l’arcivescovo ha richiamato i diaconi alla centralità del Vangelo, «il mezzo che il Signore ha scelto per restare con noi», e ha pregato affinché la Parola «sia sempre il centro della vostra vita perché possiate credere ciò che proclamate». Quindi, delle indicazioni di metodo per realizzare a pieno il proprio ministero: primariamente «credere, ragionando con le Scritture in testa e nel cuore, senza accontentarsi di una conoscenza accademica ma andando nel profondo per riuscire, come Maria, a sperare in ciò che leggete». Di seguito, «insegnare, fulcro dell’apostolato: spiegate la Parola – ha esortato De Donatis – senza manipolazioni atte a caldeggiare le opinioni o le esperienze personali, insegnate con e nella Chiesa». Da ultimo, il verbo legato alla testimonianza: «Vivere, ossia affrancarsi dalla logica mondana secondo la quale prima è necessario capire per poi agire; nel Cristianesimo prima si vive e poi si capisce: la sequela precede la scienza».

Dopo l’omelia, l’invocazione ai santi e la richiesta di perdono hanno preceduto il momento dell’ordinazione, con l’imposizione delle mani su ciascun candidato e la preghiera consacratoria con la promessa di filiale rispetto e obbedienza nei confronti del Papa. Quindi il rito della vestizione e la consegna del Vangelo ai nuovi diaconi, «chiamati ora a una vita generosa e santa – ha auspicato il vicario del pontefice – e offerti per l’esercizio del sacro ministero nella Chiesa».

Sono quattro i diaconi provenienti dal Pontificio Seminario Romano Maggiore: Alessandro Caserio della diocesi di Roma, Michele Ciardo, della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Johnny Jospeh, della diocesi di Hinche (Haiti), e Francesco Vangeli, della diocesi di Nardò-Gallipoli. Don Gabriele Faraghini, rettore del Maggiore, ha espresso la speranza che «possano essere sempre testimoni gioiosi del Vangelo, motivati e innamorati del ministero».

Appartengono alla Fraternità sacerdotale Figli della croce altri nove ordinati: Francesco e Tommaso Fontana, originari di Gravedona (Como); Goran Kuhner, di Zagabria, Giovanni Maggioni, originario di Segrate, Matteo Mussi, di Rho (Milano). Ancora, Michele Reschini, e Francesco Maria Sametti entrambi di Busto Arsizio (Varese), Massimiliano Maria Spezia, di Tradate (Varese) e Andrea Vignati, di Legnano (Milano).

L’ultimo gruppo di diaconi proviene dal Collegio diocesano Redemptoris Mater: si tratta dei romani Calogero Amato, Giovanni Cristofaro, Giancarlo Maria Honorati, Claudio Pianigiani e Giuseppe Vattimo; Aldo Donelli, di Castel San Giovanni (Piacenza) mentre è di Civita Castellana (Viterbo) Simone Mintori. Ancora, Makoto Pietro Ota, giapponese. Per la loro ordinazione «noi formatori ci rallegriamo – ha detto, a margine della celebrazione, don Francesco Donega, vicerettore del Collegio – e auspichiamo che il Signore li riempia di zelo perché possano svolgere con gioia il loro ministero di annunciatori del Vangelo».

Da monsignor De Donatis è stato ordinato diacono anche un seminarista di una diocesi della Repubblica popolare cinese, che ha ricevuto l’ordinazione per la sua Chiesa locale.