La presentazione del volume “Violenza sulle donne”


Si è svolta giovedì 12 aprile, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, la presentazione del volume “Violenza sulle donne. Antichi pregiudizi e moderni mutamenti di identità, ruoli e asimmetrie di potere” (Edizioni Studium, 2018, pp. 454), a cura di Maria Rosa Ardizzone, Maria Francesca Francesconi e Giuseppe Chinnici, presidente della Fondazione Beato Federico Ozanam – San Vincenzo De Paoli Ente Morale-Onlus che ha contribuito alla pubblicazione del testo con il patrocinio del Vicariato di Roma.
L’incontro ha visto la partecipazione, oltre che dei curatori dell’opera, anche dell’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma (il testo integrale del suo intervento), e di monsignor Andrea Manto, direttore del Centro diocesano per la pastorale della famiglia, che ne ha curato l’introduzione. Nel corso della serata è stata annunciata l’apertura di uno sportello antiviolenza che si avvarrà del supporto di professionisti, psicologi, avvocati, assistenti sociali e ostetriche che aiuteranno a sostenere le donne e i loro figli vittime di abusi. La sede sarà quella della casa famiglia Mater Admirabilis che sarà aperta in via della Pineta Sacchetti. In diversi consultori è già stata attivata anche l’ostetrica di comunità, ha annunciato monsignor Manto, un progetto che prevede una formazione specifica per ostetriche a riconoscere, durante la gravidanza e nel puerperio i segni di violenza perché, come ha sottolineato, «la famiglia è fatta anche di ombre e vogliamo aiutarla perché queste situazioni difficili siano conosciute e prevenute in modo che non si arrivi ai drammi raccontati dai media». Durante la presentazione del libro, che per Giuseppe Chinnici è «uno strumento di supporto e di aiuto a chi è vittima e a chi opera nelle associazioni di volontariato», il vicario Angelo De Donatis ha riflettuto sull’importanza di un’alleanza tra «Chiesa, istituzioni, credenti e non credenti» per «contrastare la mercificazione e la sopraffazione che trova un assurdo sfogo sulla donna». Tutti coloro che si professano cristiani, ha affermato, «devono essere impegnati in un percorso di riscatto dell’umano», perché «dove la violenza non viene redenta resta una ferita che genera altra violenza».